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Torre Capo Lupo

Nel Comune di Diso, nella frazione di Marittima, si erge Torre Capo Lupo a 450 metri dal mare e a un’altitudine di 105 metri. Il rudere è all’interno di una proprietà privata.

Giulia Fersini (2020).

La torre fu indicata nella cartografia antica inizialmente col nome di “Torre della Cala del Lupo”. Successivamente, fu conosciuta anche come “Torre di Marittima” o semplicemente “Torre Lupo”. La più a sud tra le torri rotonde piccole della serie di Otranto, Torre Capo Lupo comunicava visivamente con Torre Porto di Ripa a sud, con Torre Diso e con le fortificazioni di Castro a nord.

La torre sorge alta sul mare al limite di un altopiano, in un luogo incantevole e quasi incontaminato. Essa domina l’intero tratto di costa rocciosa che va dalla baia di Castro fino a Marina di Andrano.

La Storia

Esistono poche testimonianze storiche riguardo Torre Capo Lupo. Secondo Caterina Ferrara, l’edificazione della torre risale al XV secolo oppure agli inizi del XVI secolo. Questo farebbe di Torre Capo Lupo una delle più antiche della zona.

La torre compare in tutta la cartografia antica a partire dal XVI secolo. Esistono delle testimonianze storiche riportate da Vittorio Faglia (1978) e da Giovanni Cosi (1989). Secondo queste fonti risultava che “l’8 agosto 1672, Leonardo Forte è il caporale della torre di Marittima alias di Capo Lupo”.

In un atto notarile locale del 20 luglio1762, si parla di Giuseppe Danesi di Diso, “Caporale della Torre della Cava del Lupo”.

Successivamente, lo studioso Vittorio Faglia (1978) accenna ad un torriero interino che, nel 1777, aveva bisogno di risarcimenti. Pochi anni dopo, come tutte le torri costiere, essa fu dismessa.

Esistono poi testimonianze confuse e contrastanti, per le quali la torre nel 1800 risultava distrutta dalle flotte navali inglesi durante il Blocco Continentale Napoleonico, nel 1825 invece, si rivelava ancora in buone condizioni. In una successiva ricognizione del 1842, Torre Capo Lupo è abbandonata perchè “angusta e poco diruta”.

Un tempo Torre Capo Lupo sorvegliava le sorgenti d’acqua dolce che si trovano all’interno di Seno dell’Acquaviva, dove turchi e corsari barbareschi facevano spesso rifornimento per proseguire i loro nefasti viaggi.

Non abbiamo trovato certezze per quanto riguarda l’origine del nome della torre. É verosimile che faccia riferimento alla presenza di lupi che un tempo popolavano la zona. Non confermata la voce per la quale “Lupo” fosse il nome di un Caporale.

Oggi la torre è di proprietà privata e in stato di abbandono.

Giulia Fersini (2020)

Torre Capo Lupo vista da Giovanni Cosi nel 1989

La Struttura

Torre Capo Lupo appartiene alla tipologia di torri “a pianta circolare piccole della serie di Otranto.” Queste torri risultano essere tra le prime costruite, probabilmente in seguito all’eccidio del 1480 a Otranto, per l’urgenza di difendersi dalle minacce turche. In generale esse sono composte da una base troncoconica in pietrame e da un corpo cilindrico con all’interno un unico ambiente voltato, possedevano una dimensione minima per l’alloggiamento di una vedetta. La loro struttura è giustificata principalmente da necessità di urgenza ed economia.

Torre Capo Lupo si presenta ai nostri giorni come un’affascinante rudere. Il suo basamento di forma troncoconica integro, privo di aperture, ha diametro di circa 9 metri. A divisione del basamento ed il piano agibile vi è un ricco cordolo con fascia orizzontale in pietra squadrata. Il piano agibile, che è la parte della torre più danneggiata dai crolli, consiste in un corpo cilindrico che si sviluppa verticalmente. Ancora visibile all’interno, l’attacco della volta del locale quadrato in conci regolari e lavorati ad angolo nello spigolo.

Foto di Giulia Fersini (2020).
Foto di Maria Cristina Fersini (2017).

Dove si trova: https://goo.gl/maps/yrZp2TDsnxUrBVip8

Bibliografia:

Cosi, G. (1989). Torri Marittime di Terra d’Otranto. Galatina: Congedo Editore.

De Salve, C. (2016). Torri Costiere. La Difesa delle Coste del Salento al Tempo di Carlo V. Galatina: Editrice Salentina.

Faglia, V. & Bruno, F. (1978). Censimento delle Torri Costiere nella Provincia di Terra d’Otranto. Roma: Istituto Italiano dei Castelli.

Ferrara, C. (2009). Le Torri Costiere della Penisola Salentina. Sentinelle di Pietra a Difesa del Territorio. Castiglione: Progeca Edizioni.

Tricarico, G. (2020). Le fortificazioni litoranee di Terra d’Otranto: una panoramica sulle torri costiere della provincia di Lecce. Sito Web.