Torre Squillace

Nel Comune di Nardò, nell’omonima località, si erge Torre Squillace a poco più di 50 metri dal mare e all’altitudine di un metro. Essa è in buono stato di conservazione e tuttora in fase di restauro.

Jack100iso, Flickr

Torre Squillace detta anche “Li Scianuri”, nome che deriva probabilmente dalla scilla, una cipolla selvatica tipica della zona, comunicava visivamente a sud con Torre Sant’Isidoro e a nord con Torre Cesarea.

La Storia

Sul finire del XVI secolo la città di Nardò era un cantiere aperto e si registra il rifiorire di ogni attività edile pubblica e privata, civile e religiosa. I documenti già attestano la presenza di decine e decine di complessi masserizi, specie nelle vicinanze della foresta dell’Arneo, rinomato luogo di caccia per ricchi proprietari e cortigiani al servizio della celebre famiglia dei duchi d’Acquaviva d’Aragona, che aveva scelto di dimorare in città. Ma la tranquillità dei luoghi viene turbata in questo quarto di secolo dalle continue scorrerie di orde di barbari e corsari, che dal mare sbarcavano in un qualsiasi punto della estesissima costa, costellato da numerosissimi insediamenti produttivi fortificati e non.

In obbedienza a quanto promulgato a Napoli nel 1563 e 1567, ci si preoccupa di difendere il territorio dai continui attacchi. L’incremento maggiore del numero di torri si ha sotto il governo dei vicerè don Pedro da Toledo e don Pedro Afan de Ribera (1559-1571).  L’ordine di realizzarle, promulgato dalla Regia Camera di Napoli attraverso il suo presidente Alfonso de Salazar, avviene nel 1563, indirizzato ai Regi Ingegneri, che devono perciò erigerle su tutta la costa del regno, con il contributo delle universitates che distano meno di 12 miglia dal mare. Alcuni mastri giungono da Napoli nella nostra provincia, altri si formavano in loco, sino a diventare essi stessi i principali referenti della Regia Camera, come sono stati i neritini Vincenzo ed Angelo Spalletta, padre e figlio.

Furono essi i più abili costruttori, realizzando poderose torri a pianta quadrata, che dall’ architetto Faglia, massimo studioso del sistema torriero del Regno, sono classificate come torri “della serie di Nardò” .

Torre Squillace, allora denominata Scianuri, fu iniziata in località San Giorgio, in corrispondenza del porto omonimo, negli ultimi mesi del 1567, ma i lavori restarono fermi per oltre un anno a causa delle difficoltà finanziarie della competente università di Copertino. Risulta completata nel 1570, ad opera del mastro copertinese Pensino Tarantino, avendo richiesto circa ottomila ducati per la sua realizzazione. Sei anni dopo viene dotata di scale “mobili” e vengono completati gli infissi, registrandosi ulteriori spese sostenute ancora dai copertinesi, che nel frattempo avevano anche provveduto a retribuire i cavallari ad essa deputati. Nel 1640 viene dotata della scala esterna in pietra.

Nel 1707 ospita nelle sue prigioni sedici turchi, naufragati lungo la costa, per osservare la rigorosa quarantena prevista per scongiurare la peste. Da un sopralluogo del 1746 viene attestato che non abbisogna di alcuna manutenzione, per essersi conservata molto bene.

Nel secolo successivo viene data in custodia alle Guardie Doganali (1820), quindi all’Amministrazione della Guerra e della Marina (1829). Nel 1940 i soldati dell’Esercito vi installano una postazione di artiglieria, rimasta attiva fino all’armistizio del 1943.

La torre, con quella di S. Caterina e del Fiume, è stata vincolata dal Ministero nel 1986, grazie alle pressanti segnalazioni del circolo culturale Nardò Nostra, che se occupò con una mostra itinerante e con una pubblicazione.

Nel 2009, ci furono importanti interventi di consolidamento. Ma proprio recentemente, nel 2020, sono in corso lavori di restauro. La Regione Puglia, infatti, ha finanziato con 25mila euro un intervento di conservazione dell’immobile, nell’ambito delle risorse della legge regionale n. 44/2018 sulla tutela e fruibilità delle torri costiere pugliesi. Intervento cui il Comune di Nardò contribuirà con altri 5 mila euro di cofinanziamento. La volontà dell’amministrazione comunale è quella di preservare l’immobile dal degrado e di valorizzarlo a fini turistici e culturali rendendolo anche fruibile al pubblico.

La Struttura

Torre della serie di Nardò a base quadrata, il lato misura circa 13 metri e la sua altezza è di circa 16. Il piano terra è quadrangolare scarpato, senza aperture. Il piano agibile presenta finestre su tre lati e porta d’accesso levatoia in lato monte. Il coronamento, leggermente aggettante e sostenuto da beccatelli, è fornito di troniere e una piombatoia su ogni lato in corrispondenza delle aperture. La garitta, sul terrazzo di copertura, è a filo del parapetto. L’ accesso al piano agibile è servito da una scala rampante probabilmente di epoca successiva poggiante su due archi. Si dota di merloni e di una guardiola sulla terrazza. All’interno si trova un ampio locale voltato a botte con camino sul lato sinistro della porta e il pozzo sul lato destro.

Giovanni Cosi (1989)

Planimetria

Immagini tratte dal libro di Vittorio Faglia (vedesi bibliografia).

Dove si trova: https://goo.gl/maps/7726YsgR2mbSEYqd6

Bibliografia:

Cosi, G. (1989). Torri Marittime di Terra d’Otranto. Galatina: Congedo Editore.

De Salve, C. (2016). Torri Costiere. La Difesa delle Coste del Salento al Tempo di Carlo V. Galatina: Editrice Salentina.

Faglia, V. & Bruno, F. (1978). Censimento delle Torri Costiere nella Provincia di Terra d’Otranto. Roma: Istituto Italiano dei Castelli.

Ferrara, C. (2009). Le Torri Costiere della Penisola Salentina. Sentinelle di Pietra a Difesa del Territorio. Castiglione: Progeca Edizioni

Fondazione Terra d’Otranto (2011). Note storiche su torre Squillace, detta Scianuri, sul litorale di Nardò (Lecce). Sito Web.

LecceNews24 (2020). 25mila euro per il recupero di Torre Squillace, dopo il restyling sarà fruibile anche all’interno. Sito Web.

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